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L’ENERGIA DALL’ITALIA

Il Centro: La terra del sole

A cura di R. Sorace, S. Molisani, C. Ciminieri, S. Cascino, M. Bagordo, A. Recchia, R. Presta

  1. Abruzzo

In Abruzzo la produzione di energia da fonti rinnovabili ha raggiunto quasi il 62% della totale. Il settore sviluppatosi maggiormente è sicuramente il fotovoltaico passato da 0,9 GWh prodotti nel 2006 a 841,6 GWh nel 2018.
Grazie alla presenza di molti corsi d’acqua, la regione può distinguersi nel centro-sud per la maggiore produzione di energia da idroelettrico (2083,0 GWh) nonostante il numero di impianti non sia particolarmente elevato (71).
Il territorio ha anche grande potenziale per l’eolico: un esempio è la zona del Vastese che supera abbondantemente il minimo richiesto di 5,5 m/s, essendo i suoi rilievi ben esposti sia alle correnti settentrionali che ai venti meridionali e in cui è in atto un rinnovo dei parchi eolici (repowering) che farà aumentare l’intensità e la densità energetica dei parchi.
Parallelamente all’aumento dello sfruttamento delle rinnovabili, la tendenza della regione è quella di una diminuzione dell’uso della fonte termoelettrica (-58,6% nel 2018 rispetto al 2009) dovuta allo spegnimento di alcune centrali turbogas che ha portato ad un crollo della produzione totale di oltre i 2/3 a partire dal 2009, unico anno in cui la regione è riuscita a chiudere in positivo il bilancio energetico con un picco di produzione di 7818,4 GWh.
Interessante l’inaugurazione, a novembre 2019, del primo ponte elettrico completamente sottomarino e interrato tra Abruzzo e Montenegro che si estende per ben 445 km e permette di scambiare elettricità, inizialmente per una potenza di 600 MW che diventeranno successivamente 1.200 MW. 

  1. Emilia-Romagna

Il quadro energetico della regione Emilia-Romagna registra ancora oggi, per la produzione di energia elettrica, un grande utilizzo di impianti termoelettrici da fonte tradizionale: essi rappresentano il 73% della produzione netta (in particolare Gas Naturale 70%).  A partire dal 2010 è, però, aumentato significativamente l’uso di bioenergie per alimentare tali impianti; queste hanno raggiunto il 12% (2562,4 GWh/anno). 
È comunque il fotovoltaico che, con un +1397% rispetto alla produzione del 2010, ha avuto lo sviluppo più marcato, arrivando, nel bilancio di produzione, al pari delle bioenergie (10 %).  Le risorse idriche ed eoliche, invece, vengono sfruttate in quote trascurabili: il territorio, pianeggiante e poco ventilato, si può affidare unicamente alle pendenze della catena degli Appennini sul confine sud-occidentale della regione. 
Nonostante tale produzione, la regione presenta un deficit di produzione considerevole (8663,5 GWh), pari al 28,9% della richiesta, che rende necessario l’utilizzo di fonti energetiche di altre regioni.
Nell’analisi dei motivi della suddetta dipendenza dalle fonti fossili nella regione, è utile ricordare Ravenna, sede dell’Offshore Mediterranean Conference (evento internazionale dedicato alle fonti fossili), nonché di una centrale a gas naturale EniPower con potenza installata di 973 MW. La provincia romagnola ricopre un ruolo chiave nell’estrazione italiana di gas naturale: le principali piattaforme nazionali sono nel Mar Adriatico e ben il 27% fanno capo alla Capitaneria di Porto di Ravenna e il 39% a quelle della Regione.

  1. Lazio 

Tra il 2016 e il 2017 nel Lazio si è registrato il maggior numero di installazioni di impianti rinnovabili in Italia ma, ancora oggi, oltre l’80% dell’energia viene prodotta con fonti fossili. Infatti, il peso maggiore della produzione è stato da sempre affidato alle centrali termoelettriche. Dopo la chiusura della megacentrale di Montalto (3600 MW) che era alimentata ad olio combustibile denso o metano, è prevista nel 2025 la chiusura della centrale termoelettrica di Civitavecchia, una delle 12 centrali italiane alimentate a carbone ancora attive.
La produzione rinnovabile è da attribuire principalmente al fotovoltaico, che dal 2010 al 2017 ha visto un incremento da 150 a 1750 GWh e all’energia da fonte idrica; entrambe ricoprono circa il 77% della produzione rinnovabile totale. La restante parte è dovuta per il 20% alle bioenergie e per il 3,3% all’eolico.
La domanda di energia elettrica è però superiore alla produzione perciò anche il Lazio si deve affidare ad una quota ceduta da altre regioni.
Inoltre nella regione si contano il 6,7% sulla quota nazionale di installazioni fotovoltaiche; se si considera la potenza installata ai primi posti in termine di diffusione, grazie al ruolo dei vasti impianti a terra, ci sono solo i comuni di grandi dimensioni come Montalto di Castro, Roma e Latina.
A novembre 2018 risultano 14 su 378 i comuni che non possiedono sul proprio territorio alcun impianto per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili; sono, invece, circa 60 quelli teoricamente autosufficienti, grazie in particolare a fotovoltaico ed eolico. 
Infine, considerando la produzione lorda di energia è Viterbo la provincia quasi 100% rinnovabile della regione.

  1. Marche 

Dal 2010 al 2016, tra le regioni protagoniste di un forte incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili, si trovano le Marche. Infatti, in questo arco di tempo la potenza installata da FER ha avuto una crescita del +211% ma il dato che sicuramente impressiona maggiormente è quello della crescita degli impianti fotovoltaici, questa infatti ha fatto registrare un +1072%.
Ad oggi, sono oltre 25 mila gli impianti che utilizzano fonti rinnovabili nelle Marche, questi complessivamente producono l’85% di energia elettrica della regione.
I dati elencati dimostrano che le Marche sono una regione ancora giovane in termini di rinnovabili, non a caso nel 2018 è stato rilevato che il 42,7% di energia elettrica richiesta proveniva da fonti di altre regioni. Ma grazie agli ampi margini di crescita e al ruolo centrale che il rinnovabile occupa nei progetti di ricostruzione dopo i terremoti che hanno colpito la regione nel 2016, l’obiettivo 100% rinnovabile risulta essere sempre più raggiungibile.
Inoltre, grazie al clima sublitoraneo che assume delle caratteristiche più mediterranee in alcune parti della regione, il fotovoltaico si aggiudica il primato regionale in termini di numero di impianti, di produzione di energia (5,5% di quella prodotta dagli impianti fotovoltaici in Italia) e di installazione di potenza installata. 

  1. Toscana 

La Toscana è una regione unica in Italia per quanto riguarda la produzione energetica, in quanto simbolo dell’energia geotermica. Sebbene la metà della produzione avvenga ancora da fonte termoelettrica, tramite perlopiù gas naturale, circa il 40% del totale è proprio prodotto utilizzando l’energia del terreno. Sono attive 33 centrali situate, per la maggior parte, nella famosa località di Larderello; altri impianti sono sorti nella località di Amiata dove, tuttavia, vi sono problemi legati alle ingenti quantità di anidride carbonica e ammoniaca presenti nel terreno. 
Il grande vantaggio di questa importante fonte è che, a differenza di altre rinnovabili come eolico e solare, la produzione risulta costante e per questo molto più gestibile.
Inoltre sono state proposte soluzioni innovative come il teleriscaldamento alimentato proprio da energia geotermica.
Nonostante la presenza significativa di questa forma di energia ed una produzione netta totale di oltre 15 TWh la Toscana rimane costretta ad importare oltre 5 TWh dalle altre regioni, infatti gli sforzi sostenuti per aumentare la produzione, come l’installazione di 1 TWh di impianti fotovoltaici nell’ultimo decennio, non sono sufficienti per soddisfare il fabbisogno regionale, che tuttavia sembra in diminuzione da una quindicina di anni a questa parte. Le altre fonti rinnovabili non aiutano in tal senso, la loro produzione si ferma a meno di 1 TWh l’una.

  1. Umbria 

Il 78% dell’energia prodotta nella regione deriva da fonte rinnovabile, grazie all’apporto fondamentale dell’idroelettrico, che da solo produce 1776,6 GWh (54,8%); non è, inoltre, da trascurare la fonte fotovoltaica, negli ultimi anni in crescita, con una potenza efficiente netta al 2018 di 479,5 MW. 
Nella provincia di Terni si estende il Parco Naturale del fiume Nera che comprende le cascate delle Marmore, le cui acque vengono sfruttate per la produzione di energia idroelettrica da un ampio impianto, ben inserito nel contesto naturalistico.  Si tratta di un sito storico che nel tempo è stato migliorato e soprattutto ampliato: attualmente è gestito da ERG, fa parte di un più grande complesso che conta 19 centrali, 7 dighe, 3 serbatoi e una stazione di pompaggio e si estende su 3 regioni: Umbria, Lazio e Marche. Vi si produce elettricità sufficiente a coprire il fabbisogno annuo di cinquecentomila famiglie; in cifre si tratta di una produzione di 1.340 GWh e una potenza installata di 531 MW.
Questa importante risorsa permette all’Umbria di essere seconda solo all’Abruzzo, tra le regioni del Centro Italia, in termini di più elevata produzione da impianti idroelettrici, pari al 3,6% sul totale nazionale.
Nonostante questo, attualmente, l’energia prodotta dalla regione non è sufficiente a soddisfare il bisogno energetico dei suoi abitanti e delle sue attività produttive: il deficit ammonta a ben -42,7%.

FONTI:

https://www.gse.it/documenti_site/Documenti%20GSE/Rapporti%20statistici/GSE%20-%20Rapporto%20Statistico%20FER%202018.pdf
https://download.terna.it/terna/Statistiche%20Regionali_2018_8d7b93cbf9ad480.pdf
https://www.regione.toscana.it/-/geotermia
Ferraris, S. (2016). Toscana, terra di geotermia per le abitazioni e l’impresa. QualEnergia.

https://www.eni.com/assets/documents/Local-Report-Ravenna-2018.pdf
https://unmig.mise.gov.it/images/dati/piattaforme.pdf
https://www.istat.it/it/files//2019/12/C02.pdf
https://www.erg.eu/it/le-nostre-centrali-idroelettriche
http://www.comunirinnovabili.it/wp-content/uploads/2018/12/Comuni-Rinnovabili-Marche.pdf

http://statistica.regione.abruzzo.it/portale/sites/default/files/pubblica/Pubblicazioni/Energia%20in%20Abruzzo/Energia%20in%20Abruzzo%202018.pdf
Zocchi, T. (2018). Reportage: i Parchi Eolici dell’Alto Vastese e della Valle del Trigno. Il Trigno.
https://www.terna.it/it/media/news-eventi/italia-montenegro-ponte-elettrico-invisibile

https://www.dropbox.com/s/2dw3y7ni9ajp82w/Dossier_qualenergialazio2019.pdf?dl=0