Categorie
Curiosità

L’ENERGIA DALL’ITALIA

Il Nord: La terra dell’acqua

A cura di R. Sorace, S. Molisani, C. Ciminieri, S. Cascino, M. Bagordo, A. Recchia, R. Presta

Nel 2018 le fonti rinnovabili di energia (FER) hanno confermato il proprio ruolo di rilievo nel panorama energetico italiano. La produzione lorda di energia elettrica da queste fonti,  pari a 114,4 TWh, rappresenta il 39,5% della produzione complessiva in Italia la quale è stata coperta, nel 2018, per il 66,5% dalla produzione termoelettrica, per il 17,4% dalla produzione idroelettrica, e per il restante 16,1% dalle fonti geotermica, eolica e fotovoltaica. 
La crescita significativa nella produzione di energia elettrica della componente rinnovabile rispetto al 2017 (+10%) è legata alla performance dell’idroelettrico (+35%). È infatti quest’ultima la fonte che garantisce il principale contributo (43% della produzione complessiva), seguita dal solare fotovoltaico (20%), bioenergie (17%), eolico (15%) e geotermia (5%). 
A fine 2018 risultano installati in Italia 835.232 impianti di produzione elettrica alimentati da fonti rinnovabili; si tratta principalmente di impianti fotovoltaici (98,5% del totale), aumentati di oltre 48.000 unità nell’ultimo anno ma la cui produzione ha subito una riduzione del 7,1% rispetto all’anno precedente a causa delle condizioni di irraggiamento sul territorio nazionale meno favorevoli. 
In generale, la generazione elettrica da fonti rinnovabili è così distribuita tra macroaree: Nord Italia 53,3%, Centro 14,6%, Sud (Isole comprese) 32,1%. 

Friuli Venezia-Giulia

Tra i rilievi Alpini e Dolomitici, il gran numero di corsi d’acqua presenti consente al Friuli-Venezia Giulia di produrre energia attraverso impianti idroelettrici, che forniscono il 56,5% dell’energia da fonti rinnovabile della regione. In particolare, è molto diffuso il mini-idroelettrico, con 62,4 MW installati in 70 Comuni, sufficienti a soddisfare il fabbisogno energetico di circa 42 000 famiglie. Escludendo l’idroelettrico, si contano 101 comuni totalmente rinnovabili per la parte elettrica. 
Negli ultimi anni si è assistito ad un incremento considerevole degli impianti fotovoltaici passando da soli 44 GWh/anno di produzione elettrica, a inizio dello scorso decennio a oltre 500 GWh a fine decennio. Ciononostante, la crescita di energia prodotta da fonti rinnovabile rimane al di sotto della media nazionale. 
La porzione maggiore di energia elettrica e termica è prodotta dal termoelettrico, che utilizza in gran parte gas (61%), ma anche bioenergie: sono 166 i Comuni che ospitano impianti a biomassa solida, 51 quelli che ospitano impianti a biogas e 13 a bioliquidi. Infine, nella produzione di energia elettrica, oltre al geotermico, non è presente l’eolico, dato curioso per la regione della Bora.  

La Liguria

Il mix energetico della Liguria è decisamente sbilanciato a favore della fonte termoelettrica tradizionale, con una produzione nel 2018 di 4875,3 GWh elettrici (90,7% di quella totale). Per quanto riguarda la produzione da fonte rinnovabile la Liguria rappresenta il fanalino di coda delle regioni italiane. 
In particolare, tra esse, la fonte eolica è la più produttiva, con 128.8 GWh. È concentrata per la quasi totalità nella provincia di Savona dove si estende il più grande parco eolico della regione che soddisfa il fabbisogno energetico di circa 50 000 famiglie.  Come dimostrato dagli studi condotti da ENEA nel 2016, molte di più sono le aree potenzialmente idonee ad ospitare centrali eoliche, on-shore e off-shore, che consentirebbero di ottenere una produzione annua, secondo il rapporto, di 1000 GWh. 
Nel 2018 la domanda totale di energia è ammontata a 6,4 TWh mentre la produzione si è fermata a 5,4 TWh. Questa ha registrato in 3 anni una diminuzione totale di ben 0,9 TWh, prima dei quali era sempre stata superiore alla richiesta. Una possibile spiegazione del calo può essere letta nella chiusura di due importanti impianti di produzione della regione: nel 2017 ha chiuso la centrale a carbone di Genova gestita da Enel; nel 2014 la centrale termoelettrica a carbone di Vado Ligure è stata sequestrata per disastro ambientale e solo nel 2019 ha ripreso l’attività utilizzando esclusivamente gas naturale. 

La Lombardia

Nel 2018 la Lombardia si conferma la regione italiana con la maggiore produzione energetica da fonti rinnovabili, pari al 14,9% di quella nazionale, ed anche la regione con il maggior numero di impianti FER installati (126.651).  
Nonostante la regione non disponga di importanti risorse eoliche e geotermiche, le prime quasi del tutto assenti a causa delle caratteristiche del territorio padano, la produzione da rinnovabili ha raggiunto molteplici risultati. La fonte rinnovabile principale per produzione l’idroelettrico, ma il grande protagonista è sicuramente il fotovoltaico con l’installazione di ben 125.250 impianti alla fine del 2018, che garantiscono così alla Lombardia anche il primato per numero di impianti fotovoltaici installati, restando comunque al secondo posto in Italia per potenza prodotta. Nonostante questa spinta verso un’energia più sostenibile gran parte della produzione proviene ancora dal termoelettrico (71,9%), di cui soltanto il 12% da fonte rinnovabile. 
Nel termoelettrico tradizionale spicca il gas naturale che ne rappresenta l’81% anche se rimane un notevole utilizzo di combustibili solidi.  
A causa degli elevati consumi del settore industriale, infine, la Lombardia è anche la regione con la più alta domanda di energia elettrica (pari al 21,5% del totale richiesto) che riesce a colmare, nonostante l’elevata produzione (46.020,7 GWh nel 2018), esclusivamente con notevoli importazioni dall’estero (20.806,6 GWh) e dalle altre regioni (3.233,9 GWh). 

Il Piemonte

La storia del bilancio energetico Piemontese è peculiare, fino ad una ventina di anni fa il deficit della regione ammontava a 10000 GWh, ma con l’evolversi delle tecnologie di produzione, soprattutto in materia di fonti rinnovabili, il trend si è invertito nei più recenti anni rendendo di fatto la regione autonoma. Vista la produzione superiore alla richiesta, l’import di energia dal confine con l’estero di oltre 13TWh viene a sua volta esportato, sommato agli export regionali, verso le altre regioni per un totale di 17 TWh.  
La produzione di energia elettrica avviene per un terzo da energie rinnovabili, di cui l’idroelettrico è il grande protagonista. Il cuneese, per esempio, vanta la centrale Luigi Einaudi, la più grande centrale idroelettrica d’Italia (una delle più grandi anche d’Europa), capace con la sua potenza di picco di 1,3 GWh di alimentare praticamente tutta la provincia di Torino. Molto diffuso in Piemonte è il sistema di accumulo a pompaggio, il quale permette di accumulare l’energia in surplus attraverso il pompaggio di acqua in bacini sopraelevati e produrla nelle ore di picco; più di 600 GWh vengono consumati da questa tecnologia per permettere l’accumulo.  
Per quanto riguarda la produzione termoelettrica, il combustibile maggiormente utilizzato è sicuramente il gas naturale, sebbene la regione vanti numerosi sforzi sul fronte dei biocombustibili con impianti innovativi a biogas e biomasse

Il Trentino Alto-Adige

Il Trentino-Alto Adige, con le sue due province autonome di Bolzano e Trento, risulta essere tra le regioni più prestigiose in Italia in termini di produzione di energia ricavata da fonti rinnovabili.  
Per merito delle innumerevoli valli, formate dagli affluenti dell’Adige, il primato in termini di produzione spetta agli impianti idroelettrici. Al secondo posto invece, si trovano gli impianti termoelettrici da fonte tradizionale e a seguire il fotovoltaico. I dati Terna del 2018 rilevano una potenza efficiente netta ricavata dagli impianti a fonti rinnovabili pari al 95% di quella regionale.  
Solamente la provincia autonoma di Bolzano nel 2018 ha prodotto in quell’anno il 12,3% dell’energia ricavata da centrali idroelettriche di tutta la penisola italiana, ottenendo così la terza posizione, dopo la regione Lombardia e la regione Piemonte. La provincia autonoma di Trento, nello stesso anno, ne ha invece prodotto l’8%, ottenendo il quinto posto.  
Il Trentino-Alto Adige, inoltre, si aggiudica il secondo posto dopo il Piemonte per numero di comuni, 65, che, grazie all’idroelettrico, riescono a produrre più energia rispetto a quella consumata. Infine, la regione è stata premiata nel 2018 da Legambiente come la regione più virtuosa in Italia per la presenza di ben 34 comuni completamente green.  

La Valle d’Aosta

Il 99.9% della produzione energetica sul territorio della Valle d’ Aosta è costituito da sole fonti di energia rinnovabile. È con questo sorprendente dato che la più piccola regione di Italia si presenta. 
Grazie al territorio caratterizzato da elevate catene montuose, valli profonde e versanti a forte pendenza, in questa regione di circa 120 mila abitanti si è riusciti a sfruttare a pieno le risorse idrogeologiche naturali. È infatti l’energia idroelettrica a dominare nella produzione di energia garantendo con 3496.60 GWh e una potenza installata di 984,4 MW il 97,9% della produzione totale.  A seguire troviamo impianti termoelettrici tutti gestiti in assetto cogenerativo (sfruttando biogas e bioliquidi sostenibili), solare e infine eolico. 
Questa ricchezza di risorse, nonché una popolazione ridotta, ha permesso di superare di ben il 208.3 % l’energia richiesta in Valle d’Aosta (dati Terna 2018, al netto di importazioni dall’estero legate alla posizione di confine), eccesso che viene totalmente esportato verso le altre regioni italiane.  
Tuttavia, con ancora più del 75% (fonte BER 2007-2015) del parco edilizio sotto la classe energetica E (APE), in un territorio in maggioranza nella zona climatica F, il riscaldamento, nonostante una crescente quota di rinnovabile (impianti di teleriscaldamento, pompe di calore, biomassa legnosa), si affida ancora in larga parte a fonti fossili. 

Il Veneto

Il Veneto nel 2018 si è aggiudicato il sesto posto tra le regioni italiane per la produzione netta di energia elettrica da fonte rinnovabile rispetto al totale regionale, con una percentuale pari al 44%. 
Secondo il rapporto di Legambiente, Comuni Rinnovabili, negli ultimi anni c’è stato un incremento della capacità installata e della produzione di energia elettrica da FER del 111% ma, nonostante questo dato, la fonte primaria di energia è ancora quella termoelettrica di cui solo il 18% sfrutta biomasse e rifiuti biodegradabili, mentre la restante parte utilizza combustibile solido (34%) e gas naturale (44%).  
Soffermandosi sulle FER, la tecnologia con maggiore potenza installata, con 1.798 MW (55,1%), è il fotovoltaico delle provincie pianeggianti come Padova e Verona, seguito da idroelettrico 34,8%, dagli impianti a bioenergie 9,8% e impianti eolici 0,3%. Il fotovoltaico scende però al terzo posto se si considera l’energia netta prodotta; in questo caso infatti, il maggior contributo è da attribuire agli impianti idroelettrici (principalmente ad acqua fluente). Il Veneto rappresenta la quarta regione in Italia per produzione di energia elettrica da questa fonte. 
Il 100% dei Comuni della Regione possiede sul proprio territorio almeno un impianto da fonte rinnovabile.  Al primo posto per potenza installata c’è la provincia di Belluno con 664 MW complessivi, seguita da Treviso e Verona. È la stessa provincia di Belluno che grazie all’idroelettrico ottiene il primato regionale nella produzione con il 96% di energia rinnovabile prodotta sul totale. 

Fonti:

https://www.gse.it/documenti_site/Documenti%20GSE/Rapporti%20statistici/GSE%20-%20Rapporto%20Statistico%20FER%202018.pdf

https://download.terna.it/terna/Statistiche%20Regionali_2018_8d7b93cbf9ad480.pdfhttps://www.trenoverde.it/old-post/tutti-i-dati-delle-energie-rinnovabili-in-friuli-venezia-giulia

http://www.centralevadoligure.it/centrale-vado-ligure/  

https://www.istat.it/it/files//2019/12/C02.pdf                              

Quadrone, M. (2014). Centrali termoelettriche a carbone: è giunta l’ora del cambiamento? Era Superba.

https://www.polis.lombardia.it/wps/portal/site/polis/DettaglioRedazionale/news/agenda2030-rapporto-lombardia-2019-goal-7      

Ceglia, V.D. (2019). Energia, dodici regioni italiane consumano più di quanto producono. La Repubblica.

https://www.regione.piemonte.it/web/sites/default/files/media/documenti/2020-01/benedetti_liberatore_gse.pdf
http://www.milano.federmanager.it/wp-content/uploads/2018/10/Dighe-per-     produzione-e-accumulo-Idro-El-in-Italia-Aldai-2018-LM.pdf   
https://www.progettodighe.it/main/le-centrali/article/luigi-einaudi-entracque-cn
https://www.terna.it/it/sistema-elettrico/statistiche/pubblicazioni-statistiche            

Prieri, A. (2018). Il Piemonte in debito di energia elettrica, ma un terzo è “verde”. La Stampa.

https://www.trenoverde.it/wp-content/uploads/2018/04/Comuni-Rinnovabili-Trentino-Alto-Adige.pdf

https://www.regione.vda.it/energia/pianificazione_energetica_regionale/bilanci_energetici_regionali-ber_i.aspx

http://www.comunirinnovabili.it/wp-content/uploads/2018/12/Comuni-Rinnovabili-Veneto.pdf       

Romagno, M. (2019). Veneto 100% sostenibile: una regione a energia rinnovabile e zero emissioni di CO2 nel 2050. Alternativasostenibile. 

Zanetti, C. (2019, Gennaio 18). Il Veneto è la sesta regione italiana per produzione di energia pulita. Padovanews.